L’AZIONE CATTOLICA

ANTONINO PETYX  fu un attivissimo precursore, in Sicilia, del giovane laico impegnato nella Chiesa a servizio di Dio e del prossimo.

Già da ragazzo, militò in seno all’Azione Cattolica con tutto l’ardore della sua anima serafica, assetata del bene altrui come san francesco.

Quando il Papa Pio XI, proclamò San Francesco d’Assisi patrono dell’Azione Cattolica, egli provò un’immensa gioia e scrisse:

Il cuore del militante dell’Azione Cattolica e del Terziario Francescano deve essere  riboccante di amore per Cristo Gesù, Re dei Re”.

Preferì non essere nei ranghi direttivi del movimento rimando un semplice milite svolgendo un attività costante e penetrante da essere qualificato ” il membro più attivo e più instancabile dell’Azione cattolica cittadina”.

Sostenne con le sue opere e finanze la giovane militanza nell’Azione Cattolica

  1. Per contribuire alla diffusione di queste idee e altrettante iniziative, si interessò molto alla costruzione della parrocchia di Santo Espedito a Palermo, che ne divenne la sede.

Sentì il dovere di scrivere nei vari giornali cattolici siciliani, il suo attaccamento alla Fede. Umile com’era non firmò mai gli articoli sulla “Sicilia Cattolica” .

Dicevano i contemporanei: “Antonino Petyx scrive come sente e sente come vive. Sincerità e spontaneità sono due caratteristiche della sua prosa”.

Capì l’importanza della stampa, quella cattolica, che gli procurò tanti dispiaceri già dall’inizio perché era “troppo contro-corrente” già da semplice cronista, quando scriveva di episodi accaduti in città o in Italia.

Scrisse articoli sulla “Sicilia Cattolica” sorta nel 1903;sul “Bollettino” della San Vincenzo e sul giornale “La Carità” che fondò e diresse.

Inoltre su “Fiamma Serafica” e infine sul “Corriere di Sicilia“.

Sul petto portava il bel distintivo dell’Azione Cattolica che ne sintetizzava scopi e programmi con queste tre parole:

“Preghiera, Azione, Sacrificio”

furono il suo scudo nella milizia cristiana.

 

 

 

 

testi tratti da: ” Una storia di santità” Luisanna Saporito Licata, “Il servo dei Poveri” A. Abate – Blasucci

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